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Processo Cutro: le ONG chiedono verità sulle responsabilità del naufragio

Written by Redazione 2··Apr 18

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Nel processo sul naufragio di Cutro, le ONG chiedono di accertare responsabilità e omissioni per garantire giustizia alle vittime e prevenire nuove tragedie.

Processo Cutro: le ONG chiedono verità sulle responsabilità del naufragio

Prosegue presso il Tribunale di Crotone il processo penale relativo al naufragio di Cutro, tragedia avvenuta tra il 25 e il 26 febbraio 2023, che ha causato almeno 94 vittime accertate e numerosi dispersi. Le organizzazioni impegnate nel soccorso in mare — tra cui EMERGENCY, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch e SOS MEDITERRANEE — costituite parti civili, hanno ribadito la necessità di accertare con chiarezza la catena di decisioni, ritardi e omissioni che avrebbero contribuito al disastro, al fine di restituire dignità e giustizia alle vittime e prevenire tragedie analoghe.

Secondo quanto sostenuto dalla coalizione, nella notte del naufragio non sarebbe stato attivato alcun piano di ricerca e soccorso, mentre il caso del caicco Summer Love sarebbe stato gestito inizialmente come operazione di controllo delle frontiere. Elementi rilevanti per la ricostruzione dei fatti emergono anche da documenti di Frontex e da atti della Guardia di Finanza, acquisiti nel corso del processo.

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i pescatori che prestarono i primi soccorsi e il medico legale incaricato dal pubblico ministero, che ha confermato le cause di morte e la presenza di ulteriori dispersi. Presente come osservatore internazionale Amnesty International Italia.

Le ONG sottolineano come il diritto internazionale imponga il dovere prioritario di soccorso in mare, evidenziando l’urgenza di chiarire le responsabilità in un contesto in cui le morti lungo la rotta del Mediterraneo centrale continuano a crescere.

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