Mercati globali in fase di assestamento: l’economia europea tra inflazione e attese sulle politiche monetarie
Industria italiana in trasformazione: crescita selettiva tra export e innovazione tecnologica
Consumatori sotto pressione: aumento dei costi e nuove abitudini di spesa in Italia
Energia e crisi globale, Giorgetti chiede all’Europa una valvola d’emergenza sulle regole
Panini studia la svolta: dalle figurine alla Borsa, il marchio che ha cresciuto generazioni valuta il grande salto
Parigi chiama l’Italia: Revolut sceglie la capitale francese per guidare la sua nuova spinta europea
L’Europa rallenta senza cadere: quel 50,7 che preoccupa imprese e famiglie
Imprese al femminile, il sorpasso silenzioso: oltre un milione di aziende cambia il volto dell’economia
Lo smart working esce dalla zona grigia: da domani per le aziende iniziano davvero le sanzioni
Dall’inizio del conflitto l’Europa ha bruciato 1.100 miliardi: la guerra pesa più del 2022
Benzina e gasolio salgono ancora: la Pasquetta passa dal parabrezza al portafoglio
Petrolio oltre i 110 dollari: il mercato prova a respirare ma non smette di avere paura
I mercati riaprono col nervo scoperto: guerra, greggio e banche centrali tornano nello stesso incubo
Opec+ prova a riaprire il rubinetto, ma il mercato sente soprattutto la paura


La produzione dell’Eurozona frena e l’indice composito scende a 50,7, minimo da nove mesi. Il dato non segnala un crollo, ma un raffreddamento che pesa sulle aspettative economiche.
L’impresa femminile in Italia supera quota un milione e continua a crescere. È un dato che racconta un cambio di struttura del tessuto produttivo, non un episodio statistico.
Entrano in vigore le nuove regole sul lavoro agile con un vero regime sanzionatorio per i datori di lavoro. Non è un dettaglio tecnico: cambia il rapporto tra organizzazione del lavoro, obblighi informativi e responsabilità aziendale.
Le Borse europee registrano un impatto peggiore di quello della crisi del 2022: oltre 1.100 miliardi di capitalizzazione andati in fumo. La guerra in Medio Oriente torna così a essere una crisi di fiducia prima ancora che di quotazioni.
La benzina self tocca 1,781 euro al litro, il gasolio vola a 2,140. I controlli vengono rafforzati, ma il problema resta: il costo della mobilità continua a crescere proprio mentre si moltiplicano gli spostamenti.
Dopo un calo iniziale, il greggio recupera terreno e resta sopra quota 110 dollari. Il rifiuto iraniano all’ipotesi di cessate il fuoco mantiene alta la pressione su uno dei prezzi più sensibili per l’economia reale.
La ripresa delle contrattazioni dopo la pausa festiva si annuncia ad alta volatilità. A spaventare è il mix tra guerra, prezzi dell’energia e ritorno dei timori su inflazione e politica monetaria.
I produttori aumentano sulla carta la produzione di greggio, ma avvertono che gli attacchi alle infrastrutture stanno già aumentando la volatilità. Il mercato guarda il numero, ma teme soprattutto l’instabilità.
Scattano restrizioni sul rifornimento di carburante per gli aerei in quattro aeroporti italiani. Non è ancora una crisi aperta del trasporto aereo, ma è il primo segnale concreto che la tensione energetica sta smettendo di essere un grafico per specialisti.
I prezzi dei carburanti salgono ancora: la benzina self raggiunge 1,777 euro al litro, il gasolio 2,130. Per le festività pasquali viene stimato un impatto complessivo da oltre 1,3 miliardi sui rifornimenti.
Limitazioni sui carburanti per gli aerei vengono segnalate a Linate, Bologna, Venezia e Treviso. Il problema, per ora, non si traduce in emergenza piena, ma indica che la crisi energetica sta iniziando a entrare nella logistica del trasporto civile.

Dopo la pausa per le festività, le piazze finanziarie si preparano a riaprire in un clima di alta incertezza. A pesare sono guerra, petrolio, gas e l’attesa per la riunione dell’Opec.

Il comparto dei viaggi organizzati chiede misure urgenti contro il caro carburanti e segnala l’effetto combinato del dollaro forte sui pacchetti. Il rischio è una stagione frenata da costi che corrono più veloce della domanda.
Per la Pasqua 2026 oltre il 44% delle scelte di vacanza resta dentro la Calabria e cresce il turismo di prossimità. A trainare sono agriturismi, cucina, aree interne, enoturismo e nuove esperienze legate alle produzioni tipiche.